Quando pelare patate e servire a tavola fa sentire importanti

immagine tratta da iltirreno.it

Un articolo uscito su "Il Tirreno" che parla dei nostri progetti di agricoltura sociale.

Quando pelare patate e servire a tavola fa sentire importanti
I ristoranti “I ragazzi di Sipario” a Firenze e “Opera 22” a Prato danno un’opportunità a giovani svantaggiati
Zappare, raccogliere ortaggi, pelare patate, affettare ingredienti, tenere le mani in pasta contribuisce a sollevare lo spirito e la mente, offrendo anche lo spunto per imparare un mestiere. Voltaire, filosofo illuminista, riteneva che il lavoro allontani da noi tre grandi mali: la noia, il vizio, il bisogno. Grazie ai progetti di recupero attuati nella ristorazione e in agricoltura, ai tre ne va aggiunto un quarto: il disagio sociale.
Sono molte le cooperative e le associazioni che organizzano percorsi formativi rivolti a persone con disabilità fisiche o psichiche. La Toscana nel 2013 ha finanziato con 2 milioni progetti di agricoltura sociale indirizzati a 362 persone svantaggiate, per un totale di 53 aziende coinvolte. Il fine: vincere l'handicap, rendendo i soggetti cittadini autonomi, proprietari di un sapere spendibile nel mondo del lavoro. «Il motore sta nel desiderio di dare una mano a concretizzare una speranza - dice Francesca Cupelli dell'azienda agricola Castellonchio di San Miniato - per loro è un'esperienza formativa di grande valore». Da circa tre anni la produttrice di ortaggi a pieno campo venduti direttamente o tramite gruppi di acquisto solidale, collabora con la cooperativa sociale Pegaso di Empoli, specializzata nella manutenzione di verde urbano e nel lavoro agricolo. [per continuare a leggere clicca qui]